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copertina valerio1 001a cura di di Paolo Valerio, Carmen Bertolazzi, Porpora Marcasciano

Prefazione di Luigi Maria Sicca

Postfazione di  Alexander Hochdorn

Copertina di Paolo Valerio

 

 

Anteprima filetype pdf

Doi: 10.19245/25.05.bs.019

 Sezione ricerche

 

Transformare l’organizzazione dei luoghi di detenzione studia una organizzazione liminale: quella delle carceri. E la condizione delle persone trans* che le abitano.

Transformare l’organizzazione dei luoghi di detenzione rende visibile come è dai margini che si può fecondare il centro. Generando inclusione. Di lungo periodo.

Transformare l’organizzazione dei luoghi di detenzione tratta la “doppia detenzione” delle identità: individuale e organizzativa.

Perché una sola prospettiva, non è sufficiente a leggere la complessità del nostro agire.

Perché il corpo non è macchina: strumento, veicolo che dal mondo sensibile genera la coscienza.

Perché lo spazio non è serie lineare. E il tempo non è serie di istanti.

Perché la percezione non è relativismo.

Se ne consiglia la lettura a chi crede che “contenere” vuol dire fermare, tenere insieme: in sé. Arginare quelle ansie che spesso dilagano nella vita adula. E solo dopo significa pressare, comprimere, reprimere.

Se ne sconsiglia la lettura  a chi crede che essere tutti uguali è “normale”. E che normalizzare richieda luoghi ideali: dove punire. Per guarire.