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Copertina Senza valore

di Luca Signorini 

Postfazione di Ernesto Paolozzi

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Luca Signorini la musica non basta; non perché non senta l’infinito che è in lei; ma perché nella sua mente c’è un sentiero che porta alla scrittura; potremmo chiamarlo il sentiero della malinconia.

Luca ha negli occhi una luce che manda bagliori antichi. Leggendo le sue storie - le storie di Stefano e Hamid come compaiono in questo libro -, si capisce che quella luce il narratore la insegue; forse immagina di trovare in fondo alla strada la figura del padre che lo aspetta; forse semplicemente quella luce è un altro modo di stare in relazione con la musica.

Stefano è ai ferri corti con la vita e vorrebbe che un bicchiere colmo di veleno lo portasse da qualche altra parte, forse grigia forse colorata. Hamid, eritreo in viaggio verso l’Occidente, gli regala la sua storia.

Luca, seduto in un angolo, ascolta; e mentre ascolta avverte il crollo dei ponti tutt’attorno a sé; sente la frantumaglia di polvere riempirgli il respiro; tuttavia la luce nei suoi occhi non si spegne mai; lui ha sia la scrittura sia la musica e quel che gli importa è metterle una di fronte all’altra, mentre i fogli si riempono di segni e di note.

Allora lo vedi che i suoi occhi sorridono.

Dalla quarta di copertina di Silvio Perrella