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di Mariela Castro Espin 

Prefazione Luigi Maria Sicca

Traduzione di Alessandra Riccio

Copertina di Paolo Titolo

Scritti di Christian Ballarin, Davide Bizjak, Rossella Bonito Oliva, Mario Bottone, Giuseppe Burgio, Porpora Marcasciano, Mary NicotraAlessandra Riccio, Cristiano Scandurra, Luigi Maria Sicca, Paolo Valerio

Anteprima filetype pdf

Doi: 10.19245/25.05.bs.060

 

 Sezione ricerche

Persone transessuali a Cuba affronta una convinzione cruciale in seno alla rete di ricerca internazionale puntOorg, la Fondazione Genere Identità Cultura, il centro federiciano SInAPSi  e sviluppata dal CENESEX, presso il Ministerio de Salud Pública della Repubblica di Cuba:

tutte le forme di discriminazione hanno la stessa origine, ma si esprimono in maniera diversa a seconda dei contesti socio-storici specifici.

Persone transessuali a Cuba evidenzia come rapporti economici di sfruttamento e processi di natura culturale riproducono e ricreano valori, percezioni, rappresentazioni, stigmi e stereotipi. Fino a rendere alcuni inferiori ad altri. Condannandoli all’esclusione.

Persone transessuali a Cuba tratta di come l’esperienza socialista abbia ereditato codici in contraddizione con spinte all’emancipazione. Proprie di un progetto rivoluzionario: nel campo della giustizia e dell’equità sociale, con benefici per donne, infanzia e gioventù.

Perché diversi studi testimoniano che l’iniquità continua a riprodursi in contesti associati al colore della pelle, alla condizione femminile, alle generazioni e ai territori di residenza. Ma anche agli orientamenti sessuali e al pluralismo di genere, questione cruciale: da affrontare e da risolvere.

Perché il potere ermeneutico delle differenze è come Hermes, messaggero degli dèi che fa da tramite tra questi e gli uomini. È da Hermes che si afferma il linguaggio, quindi la scrittura, gesto distintivo dell’animale umano, in grado di ridurre in finito l’infinito del pensiero e dei pensieri.

Perché in assenza di fine e di fini, di pareti e di contenitori, pensare è impossibile; mentre in presenza di muri, embarghi e staccionate, di fili spinati, è solo più difficile. Fino a rendere l’ermeneia una elocutio: per fare comprendere, con l’approccio della antropologia delle organizzazioni caro a puntOorg,  che le esperienze delle persone trans*, come narrate da Mariela Castro Espín in questo libro, gettano un ponte che unisce al di qua con al di là del bloqueo.

Se ne consiglia la lettura a chi abbia sinceramente superato il pensiero dualista che storicamente ha caratterizzato la cultura occidentale: mente-corpo,  natura-cultura, soggetto-oggetto, biologico-sociale. Ma anche uomo-donna, maschile-femminile, sesso-genere. Approccio resistente al cambiamento e ostacolo alle aspirazioni di emancipazione delle persone con identità che non coincidono con le normative del binarismo.

Se ne sconsiglia la lettura a chi non abbia voglia di affacciarsi al di qua: a Cuba, che dalla vittoria della Rivoluzione (1959), ha mostrato la volontà politica di prendere  a cuore le discriminazioni, traducendosi in azioni d’inclusione organizzativa, filtrate attraverso il cristallino della ideologia: Weltanschauung, sguardo sul mondo, sistema di valori, senso di sé e dell’altro, significati della convivenza. Quindi assunzione di responsabilità, esercizio della Soggettività.